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Una "particolare" seduta di consiglio regionale PDF Stampa E-mail

Il Consiglio regionale si è riunito sotto la presidenza dell'on. Claudia Lombardo. All'ordine del giorno le mozioni n. 75 (Diana e più) sui recenti sviluppi inerenti la realizzazione del metanodotto Algeria-Sardegna-Europa e il contestuale progetto di metanizzazione della Sardegna e la Mozione n. 70 (Capelli e più) sul comportamento del presidente della Regione in merito alla ventilata privatizzazione della Sfirs e sul ruolo della Regione Sardegna nel governo dell'attività creditizia. Entrambe sono state bocciate dal Consiglio dopo una lunga e articolata discussione. In Aula anche il presidente della Regione Renato Soru che è intervenuto più volte durante i lavori. La prima mozione ad essere esaminata dall'Aula è stata la numero 75. La Regione resterà nella società Galsi anche per lo studio definitivo del progetto che porterà il gas algerino nell'isola e, di qui, in Toscana. Lo ha detto il presidente della Giunta, on. Soru, rispondendo alla mozione presentata dal centro destra sugli sviluppi del metanodotto. Per tale progetto, da allegare come capitolato al bando internazionale, è prevista una spesa di 30 milioni; Sfirs e Progemisa, che della Galsi detengono ciascuna il 5 per cento, firmeranno un impegno complessivo di tre milioni di euro. Restare dentro l'affare - ha aggiunto Soru - è un fatto che giudichiamo positivo, nell'interesse della Regione ("per le prospettive di mercato il gasdotto è da ritenersi un buon affare"), che potrà, in futuro, se si verificheranno le circostanze opportuno, "cedere la propria partecipazione ad imprese che si da ora si sono dichiarate disponibili ad acquisire la quota del 10 per cento".

Argomento delicato, il metanodotto, anche per le dichiarazioni - ha precisato Diana - rilasciate dal presidente della Sfirs a fronte, invece, del silenzio della Giunta, che non rispondendo a una interrogazione presentata oltre due mesi fa ("brutta abitudine, quella di non rispondere" e invito alla presidenza del Consiglio perché tuteli il diritto ispettivo dei Consiglieri, cosa che l'on. Lombardo ha assicurato si sta facendo: La Giunta del regolamento nominerà una commissione per vigilare sul merito), ha costretto a ricorrere alla mozione, "che ha tempi certi di discussione". Secondo Diana, il presidente, che in campagna elettorale era contro il metanodotto, "ha cambiato parere" ed ha annunciato che la partecipazione allo studio finale di fattibilità (quello da 30 milioni) sarà formalizzata dal Dpef e dagli atti successivi: Finanziaria e bilancio. Decisione importante, anche dal punto di vista finanziario, che il Consiglio deve conoscere. Nel frattempo - ha detto l'on. Diana - la Regione avrebbe preso accordi con l'Algeria per l'acquisto di due miliardi di metri cubi, impegno esagerato se si considera un consumo massimo prevedibile, "anche nel caso della metanizzazione degli ovili", di 300-400 milioni di mc. In sostanza il presidente Soru avrebbe deciso ogni cosa (anche l'approdo e la stazione di pompaggio, a San Giovanni Suergiu, zona "sensibile" dal punto di vista ambientale) senza alcuna concertazione col territorio.

 

Polemico l'on. Nanni Moro (An), che ha criticato il presidente perché colloca il Consiglio all'ultimo posto nella gerarchia dei suoi impegni e mentre non risponde all'Aula, indice sull'argomento conferenze stampa; e critiche anche per la mancata predisposizione del piano energetico regionale, "priorità del suo programma elettorale". Quanto al gas algerino. I costi dell'opera appaiono insostenibile rispetto al bacino di utenza ed espongono la Regione a impegni che si annunciano onerosi. Oggi, tuttavia, su questo argomento Giunta e centrosinistra si stanno appropriando di un cavallo di battaglia del centrodestra dopo essersi dichiarati contrari sino all'altro giorno.

Contrari a spendere soldi della Regione - ha replicato l'on. Francesco Sanna (Margherita) ma d'accordo su un'infrastruttura che appare decisiva allo sviluppo economico e industriale (l'esempio delle ceramiche è importante; "Sassuolo lavora materie prima sarde che noi, per i costi energetici, non possiamo lavorare) della Sardegna; "ora, tra l'altro, il mercato ("in Italia cresce il bisogno di gas") ci sta aiutando. Per l'on. Sanna è utile che la Regione difenda le sue risorse anche ai fini commerciali (non lo ha fatto, per anni, con i prodotti minerari): le autonomie locali che gestiscono questo settore traggono importanti proventi. Nessuna fuga in avanti della Regione, dunque; semmai l'urgenza di istituire un'agenzia che provveda, in tempi brevi, alle operazioni di esproprio dei terreni sui quali, dal punto di arrivo a quello di partenza, correrà la rete "sarda" del metanodotto.
Sostanzialmente in linea con l'on. Sanna, la replica del presidente Soru: Mai detto di essere stato contrario al gasdotto, semmai a utilizzare soldi della Regione, da destinare ad altre opere. Nessun impegno con l'Algeria all'acquisto di un solo metro cubo di gas;ma la ferma convinzione che il metà servirà a un riequilibrio energetico, del quale il piano regionale, approvato in Giunta, fa le dovute previsioni. Quanto allo stato dell'arte, il primo progetto di massima è concluso, come l'indagine sottomarina per il tracciato, lo sbarco in Sardegna (due alternative) e l'imbarco in Toscana.
Insomma, si procede speditamente verso un traguardo che, a giudizio dell'on. Soru, porterà benessere, diretto e indiretto, in Sardegna. (adel)

 
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