Padru PDF Stampa E-mail
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Abitanti: 2.109
Superficie: kmq 130

Provincia: Olbia-Tempio
Municipio: viale Italia - tel. 0789 454017
Guardia medica: via Roma - tel. 0789 45722
Polizia municipale: viale Italia -
tel. 0789 454017
Frazioni:
Sozza, Cuzzola, Sa Serra, Pedra Bianca,
Biasì, Tirialzu, Ludurru, Sos Runcos, Sas Enas

Biblioteca: via Roma - tel. 0789 45982
Ufficio postale: via Nazioni Unite -
tel. 0789 45565
Patrono: San Michele Arcangelo
Festa: seconda domenica di maggio

Gavino Mandras
Sindaco
Antonello Mudulu
Vice Sindaco - Assessore

Antonio Maria Arru
Assessore
Manuel Demuro
Assessore
Marco Tucconi
Assessore

Graziella Petta
Segretario comunale
CONSIGLIO
MAGGIORANZA
Elia Corda
Antonello Idili
Francesco Pilu
Luigi Uleri
MINORANZA
Elisabetta Addis
Antonio Lostia
Antonio Satta
Massimiliano Pilu


Padru (in sardo Padru, in gallurese Patru) è un comune di 2.109 abitanti della provincia di Olbia-Tempio situato ai piedi della Val di Lerno, in una zona ricca di verde non lontana dalle rinomate località balneari di San Teodoro, Olbia e dalla Costa Smeralda.
Percorrendo la strada che porta al paese, ci si lascia alle spalle le spiagge dorate della costa e ci si immerge in un ambiente di straordinaria bellezza, in cui la natura sembra far da padrona fra il verde dei boschi e la freschezza delle numerose sorgenti.

Il paese occupa un territorio di frontiera fra Gallura e Logudoro, perciò risente positivamente delle componenti culturali ed economiche delle rispettive aree. Gli antichi insediamenti "sopravvissuti" fino ad oggi sono storica testimonianza della cultura agro-pastorale, per secoli fulcro della vita della gente di Gallura e Logudoro, che in questa fascia di terra si sono incontrate.

É stato istituito con la legge regionale n.1 del 3 gennaio1996, staccandosi dal comune di Buddusò, a seguito di un referendum popolare richiesto da una rappresentanza di cittadini.
Il territorio comunale di Padru confina con il neonato "Parco Regionale dell'Oasi di Tepilora", raggiungibile attraversando la piccola frazione di Pedrabianca, le cui casette costruite con fango e pietre, si arrampicano su una montagna incontaminata e ricca di specie arboree. Quest'ultima riserva un panorama mozzafiato, da "Sa Contra ‘e s'Ifferru" ("La Roccia che conduce all'Inferno") lo sguardo si volge a 360° e ci dona la vista di allate e rilievi montuosi di mezza Sardegna sino a scorgere la catena del Gennargentu.

 
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