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Noi siamo solo cittadini PDF Stampa E-mail

Come le persone semplici diciamo:
1) Olbia (ma Tutta la Gallura) ha scelto ora e per sempre di sviluppare al meglio e con grande partecipazione umana e sociale la sua principale fonte di vita e crescita: Il Turismo.
2) Olbia (ma Tutta la Gallura) ha dato e continua a dare all’intera Sardegna ed ai sardi servizi (infrastrutture portuali, aeroportuali, di comunicazione in genere), supporti e sussistenza non solo economica ma, sempre più esistenziale, a uomini e donne, nuclei familiari. Sempre più consistenti aggregazioni civiche (le comunità dei vari paesi presenti nel territorio); tanto che su 26 comuni del territori solo uno, il centro più piccolo, è in sofferenza demografica, tutti gli altri (oltre 151.000 abitanti, 11.000 in più dell’ultimo censimento) registrano invece consistenti incrementi anagrafici, a differenza di tutto il resto dell’isola.
3) Olbia (ma Tutta la Gallura) hanno consolidato, a fianco al Turismo ed al suo indotto, anche una serie non irrilevante di iniziative industriali che, finora, hanno avuto la caratteristica di essere dinamiche e non avulse dal contesto del territorio (agroalimentare, ceramica, tessile, nautica, florovivaistico, artigianale etc.) che hanno bisogno di fonti di energia quantitativamente non così gigantesche come il progetto Galsi vuole soddisfare.
4) Olbia (ma Tutta la Gallura) non ci stanno a diventare prototipo sperimentale di strutture di pompaggio e rilancio (ce ne sarebbero altre 11 in Italia) ubicate all’interno del territorio urbano, perché spiritu santu, lido del sole, le saline e multa maria, fanno parte integrante del tessuto urbano di una città che non ha davvero molti spazi edificabile e deve, costantemente far fronte a incrementi demografici sostenuti (negli ultimi 25 anni la sua popolazione è pressoché raddoppiata).
5) Olbia (ma Tutta la Gallura) non sono in grado di prevedere tutti gli aspetti di inquinamento (compresi quelli ad altissimo rischio delle “aspettative” dei milioni di fruitori della vacanze in Gallura) che anche il solo e semplice ciclo di compressione e rilancio del metano potrebbe generare. Si ha tutto il diritto di far prevalere, foss’anche soltanto questa, la paura per un insediamento assolutamente privo di ogni logica evolutiva di questo territorio e delle sue popolazioni.


6) Olbia (ma Tutta la Gallura) non hanno niente in contrario a fonti alternative di energie, compreso il metano. Ma per avere questo diritto (garantito a tutte le altre popolazioni italiane) non può venir richiesto ai galluresi la disponibilità a questa pesantissima servitù al alto rischio della Centrale di Compressione che, da sempre, è l’aspetto più critico e problematico dell’insediamento dei metanodotti.
7) Olbia (ma Tutta la Gallura) non possono fare la fine di Montalto di Castro conosciuta da tutti più per la ex Nucleare Centrale, piuttosto che per le sue spiagge o per il Bellissimo parco naturalistico di Vulci; questo territorio vuole rimanere ancora rispettato conosciuto come territorio della Costa Smeralda, del suo sole, delle sue spiagge, della sua gente.
8) Olbia (ma Tutta la Gallura) non possono non ritenere incredibilmente nefasta la presenza di una Centrale di Compressione, all’imbocco di uno dei golfi più belli e puliti del mondo, dove si coltivano mitili, frutti di mare e pesci in genere, che sostengono economicamente questa comunità da quasi 100 anni. Nessuno di noi pensa di reclamizzare le “cozze al metano”, così come un tempo si faceva con il “vino al metanolo”.
9) Olbia (ma Tutta la Gallura) non possono permettersi di porre ad ulteriori problematici rischi ambientale ed ecologici il suo mare e, in specie, l’entrata nei suoi porti e nelle sue baie. Immaginare quali scenari possano presentarsi con eventuali incidenti o naufragi di navi passeggeri nelle vicinanze del futuro metanodotto, è un timore piuttosto realistico che tutti vogliamo evitare di avere.
10) Olbia (ma Tutta la Gallura) non si spiegano perché, tra tutti i siti (territori e paesi prescelti) per l’attraversamento del metanodotto e messi in collegamento con le varie stazioni, di controllo o di compressione che siano, la città di Olbia sia l’unica enorme valenza turistica sicuramente più di Piombino  o di porto Botte (per citare solo le due entità con le quali dovrebbe andare in collegamento la Centrale di Compressione.

 

 
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